La sostenibilità di Al Gatto Verde è molto più di una dichiarazione d’intenti: è una pratica concreta, radicata in ogni dettaglio architettonico, impiantistico e operativo del ristorante.
Fin dalla progettazione, è stata scelta una via sostenibile: niente nuove costruzioni, ma il recupero di vecchi magazzini e porticati in disuso, oggi trasformati in cucina a vista e sala ristorante, senza compartimentazioni, valorizzando l’acetaia storica ancora in funzione. Anche i servizi igienici sono stati ristrutturati riutilizzando gli spazi esistenti, evitando consumo di suolo e nuove opere invasive.
Sul piano energetico, un impianto fotovoltaico da 40 kWp garantisce l’autosufficienza dell’intera struttura, comprese acetaia, museo e colonnine per la ricarica elettrica. L’acqua piovana viene raccolta e reimpiegata per l’irrigazione dell’orto, del frutteto e dei campi, mentre una parte è filtrata, depurata e riciclata per ridurre l’uso di acqua potabile.
Il sistema di climatizzazione sfrutta pompe di calore ad alta efficienza con gas ecologico e ventilazione inverter. In cucina, l’intera dotazione è elettrica a induzione, senza gas. L’unico forno a legna è dotato di un abbattitore di fuliggine e grassi certificato, con un’efficienza del 95%, nettamente sotto i limiti normativi sulle emissioni.
Tutti gli arredi sono realizzati su misura in legno, rame e tessuti naturali, eliminando completamente la plastica. Anche in cucina il team punta alla riduzione dei rifiuti: è praticamente plastic free e i residui organici, sfalci, potature e scarti di preparazione sono compostati per creare fertilizzante naturale.
In modo poetico e concreto, le querce secolari abbattute da un tornado nel 2022 sono oggi riutilizzate come legna da ardere per girarrosti e grill. Ciliegio, acacia, cedro, rosa, sambuco, erbe aromatiche e uva fragola — raccolti nei cinque ettari del parco bicentenario — arricchiscono le preparazioni con profumi autentici. Un intero ettaro è dedicato all’orto e agli alberi da frutto, coltivati senza serre e nel rispetto della stagionalità.
Anche nella scelta dei fornitori, il rispetto per la natura è al centro: il ristorante collabora con piccoli produttori biologici, scelti per l’attenzione al benessere animale e alla sostenibilità ambientale. Tra questi, Regnani, storica salumeria di Serramazzoni attiva dal 1955, lavora carni di maiale fresche per produrre zamponi e cotechini con tagli tradizionali come spalla, testa, gola e cotenna.
Zivieri è un fornitore di lunga data: gestisce un’azienda agricola biologica di 100 ettari tra boschi e pascoli, con oltre 350 capi allevati allo stato semibrado, tra cui pecore, capre, bovini e suini di razze autoctone. Gli animali sono seguiti con cura, rispettandone i ritmi naturali di crescita e alternando la vita all’aperto al riposo in stalle dotate di paddock. L’alimentazione si basa su pascolo e cereali locali.
Zivieri alleva anche polli a terra sull’Appennino bolognese, cresciuti senza OGM né antibiotici, con alimentazione naturale e controlli di filiera. Si occupa inoltre di selvaggina proveniente da selezione o controllo, in collaborazione con la Ausl di Bologna dal 2013.
Come dichiara Massimo Bottura sul sito del ristorante "Nel rispetto verso Madre Natura, costruiamo il rispetto verso noi stessi. Da qui siamo partiti. E da qui ne deriva che tutto quanto concerne il Gatto Verde è stato progettato, costruito e viene gestito nel pieno rispetto del mondo che lo circonda, nel difficilissimo tentativo di creare con esso un equilibrio armonioso”.