Sulle sponde occidentali del Garda, a Gardone Riviera, prende vita un’esperienza gastronomica che il mondo ci invidia. Lido 84, aperto dai fratelli Giancarlo e Riccardo Camanini, sorge in un contesto naturale di straordinaria bellezza: un giardino diffuso tra canfori, ulivi, oleandri e buganvillee, là dove inizia la celebre “Riviera dei Limoni”. È in questo scenario lacustre, dove le montagne si tuffano nell’acqua, che Riccardo Camanini ha scelto di radicare la sua cucina, dopo una formazione di prestigio accanto a maestri quali Gualtiero Marchesi, Raymond Blanc, Jean-Louis Nomicos e Alain Ducasse.
Classe 1973 e bergamasco di origine, Riccardo Camanini ha percorso un cammino professionale che lo ha visto protagonista in alcune delle cucine più rinomate d’Europa. Dall’Albereta di Erbusco al Manoir aux Quat’ Saisons in Inghilterra, fino a Parigi con Jean-Louis Nomicos e alla Villa Fiordaliso di Gardone, la sua esperienza si è nutrita di incontri e viaggi che hanno affinato uno stile personale. Nel 2014, solo sei mesi dopo l’apertura di Lido 84, è arrivato il riconoscimento della prima stella Michelin, testimonianza della forza immediata di una visione gastronomica autentica.
La cucina di Camanini riflette un equilibrio raro tra tecnica e poesia. Nei suoi piatti la materia prima non è mai alterata ma esaltata, rispettata nella sua essenza e trasformata in racconto sensoriale. Le ricette evocano memorie e luoghi: il riso con aglio nero fermentato e frutti di bosco, vera sinfonia silvestre, oppure la celebre Cacio e Pepe cotta in vescica, icona di una romanità trasfigurata in chiave contemporanea. Ogni preparazione è frutto di un legame profondo con il territorio gardesano, che fornisce ingredienti identitari: latte crudo di montagna per il gelato mantecato al momento, Bagòss per i tortellini, o stracchini, sarde e anguilla dal lago e olio e limoni della Riviera.
La proposta gastronomica si articola in diversi percorsi degustazione. Il menu “Oscillazioni – A Sorpresa” invita a un abbandono sensoriale con sette portate (€140) o nove (€160), lasciando allo chef la libertà di guidare l’ospite. Per chi desidera un’esperienza più narrativa, il menu “Oscillazioni – la Storia” segue lo stesso schema di portate (sette o nove, rispettivamente €140 e €160), articolandosi in creazioni che hanno segnato il percorso del ristorante: Persico trippato in tempura con uova di trota e miele agli agrumi, Ostrica alla brace con pane, alloro e aceto di pino mugo, lo Spaghettone al burro e lievito di birra esposto al MoMA di San Francisco, il Riso con aglio nero e frutti rossi dedicato all’artista Stefano Bombardieri, fino alle preparazioni come Animella di vitello con rum, miele e senape all’antica o Bavette di manzo con grasso d’anatra e bucce di Nebbiolo affinate nel Testun di pecora. I dessert, raccolti sotto la formula “Dolce Condivisione”, chiudono con armonia e portano in tavola una vera celebrazione, difficile da dimenticare. In aggiunta, si possono ordinare specialità iconiche come i Rigatoni Cacio e Pepe in Vescica (€20 a persona, minimo due).
Accanto a questi percorsi, il menu “4 e ½” (€145) offre un itinerario più snello, con piatti come Polpo alla brace con albicocca, pomodoro concentrato e latte di cocco, Pasta al forno ripiena di gamberi, peperone crusco e curry verde e la Melanzana alla parmigiana cotta a 400°C. Anche qui non manca la possibilità di arricchire l’esperienza con piatti supplementari, tra cui i già citati rigatoni e il Rognone “Apicius” al Torchio (€90 per due persone).
La cantina affianca le proposte con due percorsi di abbinamento: Rosso Pompeiano (€55 per quattro calici) e Blu Ponti (€80 per cinque calici), studiati per dialogare con l’evoluzione del menu.
Se la cucina è il cuore pulsante di Lido 84, la sala ne rappresenta l’anima. Qui è Giancarlo Camanini a incarnare l’arte dell’accoglienza: un servizio elegante e al tempo stesso empatico, capace di accompagnare gli ospiti con misura e attenzione e difficile da dimenticare quanto i grandi piatti della cucina. Il salone vetrato e il dehors aperto verso il lago esprimono una convivialità luminosa, amplificata dalla scelta di far presentare i piatti direttamente dai cuochi della brigata, instaurando un dialogo diretto con chi ha creato ogni portata. Questa filosofia rende il pasto un momento di scoperta e di relazione, un invito a esplorare con curiosità il racconto della materia e delle tecniche.
Lido 84 è dunque più di un ristorante: è un’esperienza che unisce grande cucina, ospitalità e paesaggio in un’armonia rara, in cui l’immaginazione e la memoria convivono nella forma più alta del gusto.
Immagini piatti Lido 84, Lido Vannucchi, Amely Vincent
Immagini location Lido 84, Settimio Benedusi, Giulia Bussei