La sala del Ristorante Equilibrio custodisce l’anima storica del luogo, un tempo noto nel paese come “Il Mulino”. Il nome non è un vezzo evocativo, ma un tributo concreto alla funzione originaria dell’edificio, che già nel XIX secolo veniva citato nei documenti d’archivio come uno dei mulini più strategici della zona. Adagiato lungo le sponde del torrente Prino, sfruttava l’energia dell’acqua e la vicinanza al ponte per inserirsi nelle rotte commerciali dell’entroterra.
Oggi quegli spazi, un tempo adibiti alla macinazione del grano e alla frangitura delle olive, sono diventati il cuore di una sala che racconta visivamente la propria storia. Le macine, i torchi e la grande ruota — restaurati e lasciati a vista — non sono semplici elementi d’arredo, ma testimoni materiali di un’epoca in cui il mulino trasformava i frutti della terra in alimento quotidiano. Colpisce sapere che proprio durante i lavori di recupero, la ruota, un tempo incastonata in un vano adibito a bagno, abbia ripreso a girare spontaneamente, rimettendo in movimento l’ingranaggio delle macine d’ingresso.
È da questo episodio simbolico che nasce la volontà di conservare, accanto al nome del ristorante, la dicitura “Il Mulino”: non solo memoria storica, ma riconoscimento delle radici materiali di un luogo dove la cucina contemporanea convive con il respiro lento della tradizione.
La location si affaccia sulle sponde del torrente Prino, con il suo ponte antico, e offre una vista di grande serenità e bellezza, che rende, insieme alla cucina autentica e raffinata del locale, ogni pasto un’esperienza unica.