Nel cuore di Alba, in Piazza Risorgimento, all'interno di un palazzo settecentesco, sorge Piazza Duomo, un ristorante che ha saputo trasformarsi nel simbolo della grande ristorazione italiana nel mondo.
Acquisito nel 2000 dalla famiglia Ceretto, il palazzo è stato restaurato con un equilibrio sapiente: la facciata storica è rimasta intatta, mentre gli interni sono stati ripensati da architetti di fama internazionale come Steven Shaller e Bill Katz, creando ambienti di raffinata contemporaneità. La celebre Sala Rosa, con gli affreschi di Francesco Clemente, è il simbolo di un dialogo costante tra arte, territorio e cucina. Più intima, la sala di Louise Nevelson, arricchita dagli arazzi dell’artista, accoglie l’ospite in un’atmosfera intensa, dai toni scuri e avvolgenti. A completare questo scenario, opere come quelle di Catherine Ferguson e di Anselm Kiefer donano al luogo una dimensione artistica profonda.
Al centro di questo universo si trova Chef Enrico Crippa, nato a Carate Brianza nel 1971, formatosi con Gualtiero Marchesi ed esperienze internazionali che includono il Giappone, dove ha perfezionato il gusto per l’estetica e la precisione che oggi caratterizzano la sua cucina. Dal 2005 guida con la famiglia Ceretto Piazza Duomo, che ha portato in pochi anni ai vertici dell’alta ristorazione: tre stelle Michelin, conquistate progressivamente tra il 2006 e il 2012, e una stella verde nel 2022. Icona dell’alta cucina italiana, Crippa abbraccia una filosofia basata su ricerca, tecnica e rispetto assoluto della materia prima, trasformata in piatti che sono vere opere d’arte.
Il cuore pulsante di questa visione è l’orto di Piazza Duomo, tre ettari di campi e 500 metri quadri di serra situati nella Tenuta Monsordo Bernardina della famiglia Ceretto. Qui crescono circa 400 varietà di vegetali da tutto il mondo, raccolti fino a tre volte al giorno e utilizzati al culmine della loro espressione. È lo stesso chef, ogni mattina, a scegliere ciò che porterà in cucina, trasformando ingredienti freschi in composizioni cromatiche che riflettono la stagionalità e la biodiversità. L’orto, curato con il supporto dell’Head Gardener Andrea Mastropietro, è laboratorio e fonte di ispirazione, simbolo di una sostenibilità concreta e quotidiana.
La cucina di Crippa è un viaggio sensoriale che intreccia italianità, tecnica francese e suggestioni giapponesi, celebrando la tradizione piemontese con un respiro internazionale. È una cucina in divenire, che muta con il ritmo delle stagioni e con le sfumature di ogni micro-stagione, proponendo esperienze sempre nuove. I menu riflettono questa filosofia: il Menu del Tartufo Bianco d’Alba (disponibile da ottobre a dicembre a € 290 a persona, più il costo del tartufo calcolato al grammo secondo il mercato) è un inno all’autunno e al tubero più prezioso del territorio; Il Viaggio (€ 290 per 8 portate) condensa l’esperienza dello chef dal 2005, tra estetica e contaminazioni culturali; il Menu del Barolo (€ 500 con 6 calici inclusi) è una celebrazione del Piemonte e della sua storia, dalla cucina di Casa Savoia alle tradizioni contadine, reinterpretata in chiave moderna. Infine Seasonal Things (€ 350 per 11 portate a sorpresa) è la piena espressione della libertà creativa dello chef, guidata dalle stagioni e dalla ricerca. Altre opzioni sono suggerite nella sezione Regala del sito, come il menu Barolo Rarità, proposto 6 calici tra le eccellenze più rare del Barolo a €1000.
Accanto alla cucina, il vino gioca un ruolo fondamentale. La cantina di Piazza Duomo, costruita con la guida di Jacopo Dosio, giovane Wine Director originario di Asti, è indimenticabile per vastità e profondità e custodisce etichette piemontesi, italiane e internazionali di grande rilievo, con una proposta che riflette storie e territori. La filosofia non è quella di un abbinamento tecnico, ma di un dialogo libero tra piatto e calice.
Accanto all'offerta alla carta ci sono le degustazioni tematiche, chiamate Sorsi, che rappresentano vere e proprie cartoline di viaggio, capaci di raccontare attraverso il calice la storia e l’anima di un vigneto o di un vitigno.
Un esempio tra i molti ricchi di grande fascino è la degustazione dedicata al Barbaresco Asili, proposto in tre annate – 2020, 2016 e 2006 – al prezzo di € 210. La vigna degli Asili è considerata un luogo iconico del comune di Barbaresco, un cru dalla produzione limitata che la famiglia Ceretto possiede dagli anni Settanta. Situata in cima a una collina e caratterizzata da esposizioni multiple, questa parcella esprime l’eleganza e la complessità tipiche del Barbaresco, risultando una delle più apprezzate della denominazione. Per la famiglia Ceretto ha anche un valore affettivo, poiché fu la prima acquisizione che diede inizio al loro parco vigne: un tassello che unisce memoria familiare e grande tradizione enologica. Degustare le tre annate significa attraversare il tempo e cogliere l’evoluzione del vino, dal frutto giovane e vibrante al carattere maturo e stratificato.
Un approccio diverso, ma sempre di grande impatto, caratterizza, per esempio, il percorso Bentornato, Timorasso, due assaggi (€ 60) dedicati a un vitigno storico del Basso Piemonte che ha rischiato di scomparire. Documentato fin dal XIV secolo, il Timorasso venne quasi abbandonato a causa della fillossera e della preferenza per varietà più produttive. Solo grazie alla determinazione di alcuni viticoltori visionari negli anni Ottanta è stato riscoperto e riportato in vita. La degustazione proposta a Piazza Duomo mette a confronto due annate del Colli Tortonesi Pitasso di Claudio Mariotto, 2021 e 2007, permettendo di verificare l’eccezionale longevità di questo bianco dalla struttura verticale e dalla forte personalità. Si tratta di un percorso che non solo esalta la capacità del Timorasso di invecchiare con grazia, ma che porta con sé anche la narrazione di un territorio che ha saputo riscoprire un pezzo della propria identità viticola.
Con queste esperienze, Piazza Duomo non si limita a presentare grandi etichette, ma invita l’ospite a compiere un viaggio attraverso il tempo, le vigne e le storie di chi il vino lo produce. Ogni calice diventa così un racconto, un tassello che completa la sinfonia gastronomica di Enrico Crippa.
Il servizio, guidato dal Restaurant Director Davide Franco, contribuisce a rendere l’esperienza memorabile, con un’eleganza che accompagna il percorso gastronomico senza mai sovrastarlo. Piazza Duomo non è solo un ristorante: è un’opera totale, dove cucina, arte e ospitalità si intrecciano per creare un viaggio unico, in cui ogni dettaglio è pensato per celebrare il dialogo tra natura, cultura e gusto. Qui, ad Alba, il presente dell’alta cucina si fa futuro, trasformando la tradizione in poesia gastronomica.