Venezia Nativa è il nome con cui si identifica l’arcipelago formato dalle isole di Torcello, Burano e Mazzorbo, nel cuore della laguna veneziana. È definita “nativa” perché rappresenta le radici stesse di Venezia: Torcello è stato uno dei primi e più prosperi insediamenti lagunari (celebre per la Basilica di Santa Maria Assunta, del 639 d.C.), Burano è conosciuta in tutto il mondo per i merletti e per le case coloratissime, mentre Mazzorbo custodisce una dimensione più intima e rurale, con orti, vigneti e atmosfere di serena bellezza.
Su quest'isola magica, la Tenuta Venissa rappresenta un unicum di straordinaria suggestione. Qui, la quiete lagunare si unisce alla forza di una storia millenaria. La proprietà è un perfetto esempio di vigna murata: un clos medievale cinto da mura, percorso da canali e custodito da un campanile trecentesco che domina i filari. Un luogo sospeso tra terra e acqua, in cui il silenzio, l’intimità e l’armonia con l’ambiente circostante diventano parte integrante dell’esperienza gastronomica.
La rinascita di questo terroir è legata alla famiglia Bisol, che nel 2002 ha riportato alla luce la tradizione vitivinicola della laguna, perduta con l’acqua alta del 1966. Grazie a ricerche agronomiche accurate e al ritrovamento delle ultime piante sopravvissute della Dorona di Venezia – vitigno autoctono adattato alla salinità dei suoli lagunari – Venissa è riuscita a restituire al mondo un vino unico. Le lunghe macerazioni sulle bucce, ispirate alle pratiche contadine di un tempo, danno vita a un bianco di struttura sorprendente, con mineralità e longevità paragonabili a quelle di un rosso. Al fianco del Venissa Bianco, internazionale, la cantina propone anche il Rosso Venissa e il Rosso Venusa, prodotti nell’isola di Santa Cristina.
Il Ristorante Venissa trova spazio nella sala del Cantinone, un ambiente di grande suggestione dove storia e contemporaneità si incontrano. La cucina è affidata a due protagonisti della nuova scena gastronomica italiana: Chiara Pavan e Francesco Brutto. Premiati anche con la Stella Verde Michelin, gli chef hanno sviluppato una filosofia di cucina ambientale, che riflette e racconta il territorio lagunare, ponendo grande attenzione all’impatto delle scelte in cucina sull’ecosistema. Gli ingredienti provengono dagli orti della tenuta, dalle erbe spontanee e dal pescato della laguna e dell’Alto Adriatico, in un dialogo costante con l’ambiente naturale che circonda il ristorante.
L’offerta gastronomica si articola in diversi percorsi degustazione. Il menù a sette portate è disponibile a €150 a persona (bevande escluse), con possibilità di abbinamento vini a €90 o di una selezione che include il Venissa Bianco a €120. Più articolato il menù a dieci portate, proposto a €175 a persona (bevande escluse), pensato per chi desidera vivere l’esperienza nella sua forma più completa. È prevista anche una formula arricchita dal transfer in barca da Venezia o Altino, che include il menù sette portate a €220 e il dieci portate a €245.
L’esperienza a Venissa non si esaurisce a tavola. L’arrivo in barca attraverso i canali lagunari aggiunge un preludio scenografico all’incontro con la tenuta, trasformando il viaggio stesso in parte integrante della narrazione culinaria. A completare l’offerta, le sei camere immerse nella quiete della vigna permettono di prolungare il soggiorno e vivere la magia della Venezia Nativa anche al di fuori del momento conviviale.
Venissa non è soltanto un ristorante: è la testimonianza viva di un terroir ritrovato, un laboratorio di sostenibilità e un luogo capace di unire memoria e innovazione, offrendo agli ospiti un’esperienza gastronomica e culturale che resta impressa per la sua autenticità e profondità.