Tra le colline di Lazise, dove la campagna si apre al respiro del Lago di Garda e il ritmo della giornata trova un passo più quieto, Osteriia si inserisce come naturale estensione di un luogo che vive di terra, storia e vino. Il ristorante è parte del Natiia Wine Relais, una realtà che affonda le proprie radici nella storia di Villa Bottona, antica azienda agricola oggi restaurata con sensibilità contemporanea.
Il complesso, sviluppato attorno a due corti, racconta tanto l’anima produttiva di un tempo quanto l’aspirazione a un’ospitalità colta e leggera: da un lato i rustici e gli antichi magazzini che evocano lo spirito contadino originario; dall’altro la Corte della Magnolia, con gli edifici padronali e le palme del giardino novecentesco che si affacciano sul lago, in un equilibrio di eleganza discreta e memoria.
La trasformazione ottocentesca della settecentesca Villa Barbaro operata dal Conte Girolamo Brognoligo ha consegnato al presente un profilo quasi castellano, con mura merlate e torre, un vero e proprio castello immerso nel verde che dichiara una vocazione enologica fin dal nome “La Bottona”, ispirato alle grandi botti di un tempo. Già l’arrivo, lungo il viale ombreggiato da ippocastani — magari in calesse — orienta lo sguardo: qui è la Natura a dettare i tempi.
A guidare visione e impronta del luogo è Luca Pannone, definito l’anima creativa del progetto: un approccio che intreccia sostenibilità e design integrato nel paesaggio, trasformando l’ospitalità in un’esperienza in cui benessere, bellezza e terra si sostengono a vicenda. La filosofia di Osteriia discende direttamente da questa matrice: custodisce lo spirito dell’antica fattoria contadina e lo interpreta con una sensibilità attuale, fedele alla tradizione mediterranea e alla concretezza dei prodotti di prossimità.
L’orto, condotto secondo i principi della permacultura e dell’agricoltura rigenerativa, diventa il motore creativo della cucina; da qui arrivano ingredienti che seguono la stagionalità e orientano scelte e preparazioni, valorizzando in particolare l’olio e i vini prodotti in loco. La dimensione enologica è parte strutturale dell’esperienza.
Completano il quadro scelte di sostenibilità tangibili: impianto fotovoltaico per privilegiare energia pulita, riduzione dell’uso della plastica e selezione di prodotti completamente riciclabili, filiera corta con fornitori locali a chilometro zero, utilizzo esclusivo di referenze biologiche. In questo orizzonte, Osteriia non si limita a essere il ristorante del relais, ma si propone come la sua naturale espressione: uno spazio in cui la cucina interpreta il territorio con misura e convinzione, dove il vino di casa non è cornice ma parte del racconto, e in cui la sostenibilità entra nel dettaglio quotidiano, dalla coltivazione all’accoglienza. La sensazione finale è di un indirizzo che fa della coerenza il proprio punto di forza: niente effetti speciali, ma una continuità tra paesaggio, architettura e tavola capace di dare sostanza a un’idea contemporanea di ruralità.