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Il San Domenico nasce il 7 marzo 1970 a Imola dalla visione di Gianluigi Morini, appassionato di arte, cinema e alta cucina. L’idea era semplice e al tempo stesso ambiziosa: trasformare la casa paterna in un ristorante “su misura”, dove ogni dettaglio fosse pensato con cura e gusto. Venti tavoli, pareti rivestite in lino, sottopiatti d’argento, fiori freschi ogni giorno, cristalli e ceramiche pregiate: tutto concorreva a definire un’idea di eleganza intima e mai ostentata.
Morini affida la cucina prima a Nino Bergese, grande cuoco delle case aristocratiche italiane, e poi al giovane Valentino Marcattilii. Il risultato è una cucina che rilegge in chiave raffinata le radici della tradizione, inaugurando un modello di ospitalità capace di emanciparsi dalla tipica trattoria romagnola senza rinunciare all’identità. È una svolta per la ristorazione italiana, che al San Domenico trova una delle sue espressioni più coerenti e sofisticate.
Oggi lo chef del San Domenico è Massimiliano Mascia, nipote di Marcattilii e membro del team del ristorante sin da quando aveva 14 anni. A lui si deve, nel 2022, il rinnovamento delle cucine del ristorante, con l’intento di valorizzare la cura del gesto e la loro apertura agli ospiti del ristorante nello chef's table.
L’ambiente del ristorante è costruito come un salotto d’arte: arredi firmati Thonet, Frau e Cassina, tovaglie fucsia in lino, opere di Alberto Burri, Mario Schifano, Capogrossi e Dorazio alle pareti, accanto a quelle di artisti imolesi come Dal Monte, Gottarelli, Raccagni e Sartelli. Ogni elemento concorre a creare un contesto unico, dove l’estetica si intreccia con la cultura e il piacere della tavola.
Sotto il ristorante, le antiche cantine dei frati domenicani custodiscono una delle collezioni enologiche più importanti d’Italia: oltre 2.400 etichette e più di 15.000 bottiglie, tra grandi cru italiani e francesi, annate rare e distillati di pregio. Un patrimonio che accompagna l’esperienza gastronomica con profondità e carattere, completando un luogo che da oltre cinquant’anni racconta, in modo personale, l’evoluzione dell’alta cucina italiana.
La Saletta 22 del ristorante San Domenico è un ambiente riservato concepito come una vera chef’s table, un’esperienza gastronomica immersiva che si svolge in uno spazio indipendente dal resto del ristorante.
Il progetto, firmato da Max Mascia insieme ad Antonio Gasparri e allo studio A2 di Imola, è pensato per esaltare la dimensione creativa della cucina e mettere il commensale a stretto contatto visivo con il cuore operativo del ristorante: una cornice dorata evidenzia una finestra attraverso cui la brigata all’opera è visibile da ogni angolazione della stanza.
Ogni elemento dell’ambiente è il risultato di una selezione artigianale e progettuale precisa. Le pareti e i pavimenti, in ceramica scura firmata Cooperativa Ceramica di Imola, avvolgono lo spazio in una palette di grigi e neri che concentrano lo sguardo verso la cucina.
Le luci, soffuse e calibrate, sono affidate al lampadario Drew Drops di Bomma, mentre il tavolo centrale — KOMOS di TERZADIMENSIONE — accompagna l'esperienza con la sua forma scultorea. Gli arredi, firmati Garofoli, si accompagnano a dettagli di pregio come i tessuti Rubelli e le pelletterie Consani e Giannini.
Le opere d’arte, tra cui spicca una scultura originale di Carmelo Cappello, dialogano con l’ambiente, rafforzando l’identità esclusiva della stanza e rafforzando il profondo rapporto con l'arte del San Domenico. La cantinetta vini, realizzata da Cibin a San Donà di Piave, occupa un’intera parete con eleganza funzionale.
In Saletta22 si accede solo su prenotazione, per degustare un menù alla cieca ideato sul momento da Max Mascia: piatti inediti, creati appositamente per l’occasione, che variano secondo stagionalità, mercato e ispirazione dello chef. L’ambiente è concepito per valorizzare ogni passaggio creativo e coinvolgere il commensale in un'esperienza unica.
In caso di No- Show o cancellazione tardiva (entro le 24 ore) verrà applicata una penale di 100 € a coperto. E' richiesto un dress code adeguato.
Menù Degustazione
Degustazione diversa per cliente
Opzioni alla Carta
Scelte alla Carta Libere
Pairing Vini
Vegetariano
Quattro percorsi, quattro esperienze
Il ristorante propone quattro diversi menu degustazione, ognuno con una struttura e un'identità ben definite. Assaggi (210 euro) è un percorso articolato che alterna mare e terra, con una sequenza di dieci portate che includono ingredienti pregiati come ostrica, astice, fegato d'oca e piccione. In abbinamento sono proposte la degustazione vini del Sommelier Francesco Cioria (€ 140) o la Degustazione analcolica (€ 90). Il Menu della Coppia (185 euro) propone “un percorso alla scoperta dei piatti iconici del San Domenico a 55 anni dalla nascita”, su 7 portate più la piccola pasticceria. La degustazione vini è offerta a € 120 mentre la degustazione analcolica è proposta a € 70. Il Mercoledì 70 (150 euro) è un menu fisso di sette portate, ideato ogni settimana dallo chef Max Mascia in base alla stagionalità; include anche una degustazione di vini al calice, acqua e caffè ed è disponibile tutti i martedì, i mercoledì ed i giovedì, su prenotazione, per i nati dal 1970 in avanti, in celebrazione dell'apertura del ristorante, il 7 Marzo del 1970. Infine, la Colazione di Lavoro (70 euro) è la proposta più essenziale, con una sequenza di cinque momenti, dai divertimenti iniziali al dessert, ed è disponibile dal martedì al venerdì a pranzo, esclusi i festivi.
Eccellenza nei piatti à la carte
Il menù à la carte del ristorante è una celebrazione della cucina raffinata del San Domenico, dai suoi celebri classici alle nuove creazioni.
Tra i piatti più lussuosi del menù c'è l'Astice Blu Arrostito, scaloppa di fegato d’oca, crema di carote e spinaci, proposto a 140 €
I Tortellini classici crema di topinambour e ristretto di vitello al tartufo nero e i Fusilloni Pastificio dei Campi, patata arrosto, levistico e lenticchie, entrambi proposti a 50 €, permettono di avvicinarsi alla grande cucina del ristorante con un approccio attento al budget
Per un pasto composto da antipasto, primo o secondo più dessert si spende in media da 145 € a 315 €. Per esempio, iniziando con una Mattonella di fegato d’oca al tartufo composta di pere al cardamomo, brioche tostata sciroppo di pere e aceto balsamico (€ 65), seguita da Uovo in raviolo “San Domenico” ®, burro di malga, parmigiano dolce e tartufo Nero (€ 65) e Pera e vino rosso, mousse alla pera glassata al vino rosso, ganache al cioccolato fondente e cremoso di pera (€ 30) la spesa per i piatti è di 160 €.
Carne: per chi ama le carni, imperdibile la Sella di maialino “Mora Romagnola”, carciofi al barbecue ed il suo zabaione al tartufo nero
Pesce: per chi predilige il pesce, un'opzione accattivante è Filetto di branzino, crema al crescione, topinambour bruciato e perle di verdure marinate al gin
Per chi ama i dolci, da provare La nostra crêpes suzette, salsa al Grand Marnier e gelato di crema
San Domenico
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