Il ristorante Piccolo Lago, immerso in una conca tra le montagne e affacciato sulle acque placide del Lago di Mergozzo, incarna l’essenza del territorio piemontese in una delle sue espressioni più raffinate. A pochi minuti dal Lago Maggiore ma lontano dalle rotte più affollate, sorge su una piccola penisola verde che si protende verso lo specchio d’acqua, offrendo una scenografia naturale di straordinaria suggestione. La struttura è moderna ma perfettamente integrata nel contesto paesaggistico: grandi vetrate avvolgono la sala e si aprono sul lago, creando un continuo dialogo tra interno ed esterno. L’esperienza visiva e quella gustativa si fondono in un’unica narrazione sensoriale.
Al timone della cucina c’è Marco Sacco, chef bistellato e anima del ristorante, che ha saputo trasformare l’attività di famiglia in un punto di riferimento della ristorazione d’autore italiana. Cresciuto tra i fornelli, Sacco ha progressivamente elaborato una cucina identitaria, libera e intimamente legata al territorio, senza mai cadere nella ripetizione. La sua filosofia si fonda su una continua evoluzione e su un costante confronto con il paesaggio lacustre e montano che circonda il ristorante. L’acqua è l’elemento fondante, simbolico e concreto: fil rouge che attraversa i menu, ispira le cotture, guida le scelte di ingredienti.
Gli ambienti del ristorante sono stati concepiti per offrire atmosfere diverse a seconda del tipo di esperienza desiderata. La sala principale, ampia e luminosa, è un vero palcoscenico affacciato sul lago: le pareti interamente vetrate annullano i confini tra interno ed esterno, permettendo alla luce naturale e ai riflessi dell’acqua di diventare parte integrante dell’arredo. L’eleganza sobria degli arredi dialoga con la quiete del paesaggio, dando vita a un ambiente raccolto, raffinato e mai ostentato.
Accanto alla sala principale si trovano due salette più intime. Durante la bella stagione, l’esperienza si estende all’esterno: la terrazza sul lago, con il pontile che si allunga sull’acqua, diventa un luogo di straordinaria suggestione dove gustare i piatti immersi in un silenzio rarefatto e profondo, interrotto solo dai suoni della natura.
Il menu riflette un equilibrio tra memoria e innovazione, in cui i piatti storici della tradizione piemontese e italiana vengono riletti in chiave contemporanea, con tecniche moderne e una sensibilità attenta alla leggerezza e alla sostenibilità. Ogni piatto è costruito come una storia da raccontare, legata a un prodotto, a un luogo, a un ricordo. Spesso protagonisti sono pesci d’acqua dolce, erbe spontanee, verdure locali, ma anche carni e formaggi della tradizione alpina reinterpretati con eleganza.
La cantina accompagna con una selezione ampia e ben curata, che spazia dai grandi nomi internazionali a piccoli produttori artigianali, con particolare attenzione al Piemonte.
Il ristorante è aperto da marzo a inizio novembre.