Ville e Palazzi
Storico

Avvolti nella storia e nella memoria del sacro

Coro Ristorante

Orvieto (Terni)

Prezzo

In arrivo

Posti

1–30 Persone

Menù Dedicato

No

Condizioni Speciali

Prenotazione

Quando Andare

Senza preferenze

Prenotabile

Dal sito

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Coro Ristorante, nella bellissima Orvieto, è un'esperienza culinaria che fonde memoria e innovazione in un equilibrio perfetto. Il menu di Coro è un viaggio attraverso sapori autentici e cucina d'autore, con materie prime altamente selezionate e legate al territorio.

Piatti come il Cavolo nero alla brace, patate rosse, sgombro affumicato e Agnello speziato alla brace, mandorle, za’atar e sommacco sono selezionabili dall'affascinante menu alla carta. Per chi desidera un'esperienza selezionata dallo chef, i menù degustazione Coro Libero (10 portate), Coro Armonico (6 portate) e Coro Ardente (4 portate alla brace) offrono un viaggio attraverso dieci, sei e quattro portate rispettivamente.

Chef Ronald Bukri, con un background che spazia dai Balcani all'Italia, passando per esperienze internazionali con chef di fama mondiale come Pierre Gagnaire e Guillaume Brahimi, porta a Coro una visione culinaria arricchita da viaggi e culture diverse. Dal 2021, Ronald è co-fondatore con Francesco Perali e chef del ristorante, dove mette in pratica la sua filosofia di cucina, valorizzando il territorio e le sue risorse. 

Con solo 30 coperti, Coro Ristorante offre un'esperienza intima e personalizzata, con una sala privata per occasioni speciali. Il ristorante è un omaggio all'arte e alla storia della regione, che unisce sapientemente tradizione e modernità in un ambiente di rara bellezza che invita alla scoperta e alla condivisione.

Coro Ristorante è molto più di un ristorante di alta cucina: è un progetto che fonde architettura sacra e cucina d'autore in un equilibrio suggestivo e misurato. La sede occupa, infatti, l’antica navata di una chiesa sconsacrata del Cinquecento, un ambiente che già nella sua struttura originaria racconta silenziosamente secoli di storia. Il restauro recente, curato da Giuliano Andrea Dell'Uva, ha saputo rispettare con sensibilità il linguaggio architettonico originario, trasformandolo in un luogo di esperienza culinaria raffinata.

Il ristorante si affaccia su una delle strade più suggestive del centro storico, in Via dei Gualtieri. La sala principale è dominata da volte a crociera in pietra tufacea, pareti spoglie ma cariche di memoria, altezze vertiginose che superano i nove metri e offrono un bellissimo contrasto con gli affreschi storici. Gli arredi sono pensati per valorizzare l’antico senza sovrapposizioni, mentre l’illuminazione disegna volumi e profondità, accentuando la verticalità dello spazio.

Il nome Coro non è una semplice evocazione poetica, ma un'allusione alla precedente destinazione d’uso dello spazio: quel punto della chiesa da cui si elevavano le voci, ora trasformato in luogo d’incontro per un’altra forma di arte, quella del gusto. Il progetto di restauro ha puntato su una filosofia conservativa, preservando gli elementi storici senza rinunciare a un allestimento funzionale e sofisticato. L’effetto è quello di un’armonia colta e rarefatta, dove l’anima liturgica dell’edificio viene trasfigurata in chiave laica e conviviale.

Con circa 30 coperti distribuiti su due livelli e una saletta riservata per occasioni speciali, l’ambiente si propone come un rifugio intimo per chi cerca un’esperienza gastronomica che vada oltre il semplice atto di godere di ottimi piatti. Qui ogni dettaglio, dalla disposizione dei tavoli alla scelta delle luci, è pensato per creare un’atmosfera sospesa, quasi contemplativa.

In questo contesto, il dialogo tra sala e cucina diventa parte integrante dell’esperienza. La cucina di Ronald Bukri si inserisce nello spazio con la stessa misura che caratterizza il restauro: niente è ridondante, ogni elemento risponde a una logica precisa. Come abbiamo approfondito nell'intervista, i piatti nascono da un lavoro di sottrazione, in cui tecnica e materia prima trovano un equilibrio nitido, leggibile, capace di esprimersi senza artifici.

Questa essenzialità si riflette anche nel modo in cui l’esperienza viene vissuta. Non c’è distanza tra ciò che lo spazio suggerisce e la proposta gastronomica: la verticalità e il silenzio della sala trovano un corrispettivo in una cucina diretta, stratificata nella tecnica ma immediata nella percezione. Il risultato è un insieme coerente, in cui ambiente e menù si sostengono a vicenda, trasformando la cena in un momento di relazione autentica, più che in una semplice sequenza di portate.

Coro Ristorante si presenta dunque come un esempio riuscito di rigenerazione architettonica e identitaria, dove il passato non viene solo conservato, ma reinterpretato con coerenza e stile. Un luogo in cui la storia diventa scenografia silenziosa per un racconto gastronomico che ha molto da dire ed è difficile da dimenticare.

Menù Degustazione

Degustazione diversa per cliente

Opzioni alla Carta

Scelte alla Carta Libere

Pairing Vini

Vegetariano

Tablexperience

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L'esperienza raccontata dai protagonisti
"Il nostro lavoro non è riempire tavoli. È dare forma a un tempo che resta."

Ronald Bukri

Leggi l'intervista
Interview

Coro Ristorante

Ristorante Fine Dining

Tablexperience
Via dei Gualtieri, 1, Orvieto (Terni), Umbria
Telefono:
+39 0763 967231

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For ten years David Reimondo has been working on the theme of thought, and this is the heart of the exhibition at Etra. Your research starts from a fundamental question: what do we think? Because he thinks through language, the artist works on the subjectivity of the word, trying to free himself from the cultural conditioning that it brings with it.

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