Chef's Table
Sostenibilità

Un nido nel cuore dell'Irpinia

Ristorante San Gregorio

Sorbo Serpico (Avellino)

Prezzo

Posti

Massimo 4

Menù Dedicato

Degustazione

Condizioni Speciali

No

Quando Andare

Autunno

Prenotabile

Dal sito

  • Lunedì pranzo e cena
  • Martedì pranzo e cena
  • Mercoledì pranzo e cena
  • Giovedì pranzo e cena
  • Venerdì pranzo e cena
  • Sabato pranzo e cena
  • Domenica pranzo

A Sorbo Serpico, nella bellissima Irpinia, Borgo San Gregorio si presenta come un luogo sospeso tra natura e architettura, dove la mano dell’uomo si fonde armoniosamente con la vocazione della terra. È il progetto di accoglienza firmato Feudi di San Gregorio, una delle cantine simbolo della rinascita vitivinicola campana, che da quarant’anni valorizza i vitigni autoctoni del territorio – Greco, Fiano, Aglianico – con un approccio di ricerca, innovazione e profondo rispetto per la biodiversità. Dal 2021, Feudi di San Gregorio è una società benefit con il fine ultimo di tutelare e valorizzare la bellezza del patrimonio ambientale, sociale e culturale del territorio irpino e della sua comunità. 

L’intero complesso del Borgo, concepito come un villaggio rurale contemporaneo, accoglie gli ospiti tra vigne, arte e design, invitandoli a un’esperienza di immersione totale nel ritmo lento e rigenerante dell’Irpinia. Il suo ambiente ricerca l'equilibrio tra natura, architettura e accoglienza. Le Dimore tra i vigneti – antiche case coloniche ristrutturate con camere luminose e terrazze affacciate sui filari – raccontano un’idea di ospitalità intima e contemporanea, immersa nella quiete del paesaggio irpino. Il ristorante San Gregorio, inserito all’interno della cantina, accoglie gli ospiti in continuità con questo spirito, offrendo un’esperienza gastronomica che dialoga con il territorio circostante.

L’architettura della cantina, ridisegnata agli inizi degli anni Duemila dall’architetto giapponese Hikaru Mori e impreziosita dagli arredi firmati Massimo e Lella Vignelli, rappresenta uno degli esempi più raffinati di cantina d’autore in Italia. L’edificio, costruito in vetro, acciaio, titanio e pietra, si inserisce con eleganza nel profilo collinare, seguendo linee pulite e leggere che rispettano il paesaggio circostante. L’interno custodisce una scenografica barricaia, una sala degustazione sospesa e un tunnel che si apre direttamente tra i filari: un progetto avveniristico più volte esposto alla Biennale di Venezia, pensato non solo per conservare il vino, ma per celebrare la cultura che lo circonda.

Il ristorante San Gregorio – già Marennà, insignito prima della ristrutturazione di una stella Michelin – è oggi guidato dallo chef Antonio Minichiello, che con entusiasmo e visione rinnova il dialogo tra la tradizione irpina e la cucina contemporanea. La sua esperienza maturata in ristoranti di prestigiosi hotel internazionali si riflette in una cucina solida, elegante, capace di unire memoria e modernità. Minichiello interpreta la filosofia della casa madre con un approccio che privilegia ingredienti locali e stagionali, molti dei quali provengono direttamente dall’orto organico aziendale. È una cucina che parla di territorio, ma lo fa con un linguaggio colto e leggero, in cui tecnica e sensibilità convivono senza mai sopraffarsi.

La proposta gastronomica si articola in diversi percorsi, concepiti per adattarsi ai diversi modi di vivere il Borgo. Il Menu Il Piccolo Bistrot invita alla libertà di scelta, con due, tre o quattro portate (rispettivamente €48, €65, €75 a persona), dedicate ai sapori salati e declinate secondo l’ispirazione del momento. Il Menu Tradizione e Visione (€85 per persona) offre un racconto in quattro portate – antipasto, primo, secondo e dessert – abbinabile a una selezione di quattro vini Tenute Capaldo o alla selezione del sommelier (€50). Il Menu Territorio & Connessioni amplia l’esperienza con sei portate (€115 per persona) che esplorano il legame profondo tra la cucina e la terra irpina, accompagnate da sei vini selezionati (Tenute Capaldo o Sommelier, €60). Infine, il Menu HERITAGE – Otto x Otto propone otto portate “a mano libera” in un percorso affidato alla creatività dello chef, esaltato dall’abbinamento con la migliore selezione di etichette di Tenute Capaldo, un progetto che riunisce diverse cantine (DUBL, Campo alle Comete, Basilisco e Sirch) accomunate dalla visione condivisa di produrre vini di eccellente qualità nel pieno rispetto del territorio, con valori di lunga prospettiva, cultura e attenzione al consumatore.

La 
cantina Feudi di San Gregorio è anche un luogo di cultura e conoscenza. Il Teatro del Vino, un elegante spazio con gradoni e sedute in pelle, pensato come palcoscenico dedicato al vino, dove si degustano e si raccontano grandi bottiglie in un’atmosfera di condivisione e scoperta, si affianca a esperienze immersive come picnic tra i vigneti, tour su misura e visite ai vigneti ultracentenari, come il celebre Vigneto Dal Re di Taurasi. La ricca collezione d’arte contemporanea – con opere di Mimmo Jodice, Vedovamazzei, Marinella Senatore, Pietro Ruffo e il duo californiano Fallen Fruit – trasforma la cantina in un museo diffuso dove vino, arte e natura dialogano con naturalezza.

Borgo San Gregorio rappresenta dunque una sintesi elevata di accoglienza, cultura e gastronomia. È un luogo dove il vino diventa linguaggio universale e la cucina, guidata dalla mano esperta di Antonio Minichiello, si fa racconto sensoriale di un territorio unico. Un’esperienza che unisce il respiro internazionale all’autenticità contadina, invitando ogni ospite a rallentare, osservare, gustare e – come suggerisce il nome stesso del progetto artistico di Feudi San Gregorio – essere curiosi.

Progettato dall’architetto Roberto Liorni, il ristorante San Gregorio sorge nella parte più alta della struttura e si apre con ampie vetrate che incorniciano i vigneti del Pàtrimo e del Pietracalda, due cru simbolo della tenuta. Lo spazio, luminoso e scenografico, esprime sin dal primo sguardo la volontà di farsi ambasciatore della terra irpina, amplificandone la forza espressiva attraverso materia, luce e prospettive.

Gli interni raccontano una storia di equilibrio fra tradizione e modernità: nella sala principale, i tavoli disegnati su misura si alternano ai sette lunghi tavoli sociali ricavati da antichi piani di lavoro per la ceramica. Al centro domina Il Nido, un’imponente installazione in rami di castagno provenienti dai boschi circostanti, alta quattro metri e con una circonferenza di tredici. Quest’opera, che fonde arte e natura, ospita la Sommelier’s Table – un’esperienza esclusiva e immersiva in cui il vino diventa protagonista assoluto.

Qui, otto etichette accuratamente selezionate vengono servite e raccontate prima ancora di conoscere i piatti in abbinamento, in un percorso sensoriale che sovverte le regole classiche del pairing. Ogni calice conduce il palato verso la scoperta dei sapori, mentre gli otto piatti, svelati solo al momento, dialogano con i vini in un crescendo di suggestioni e contrasti. È un rituale che unisce competenza enologica e teatralità gastronomica, esaltando la curiosità e la partecipazione dell’ospite.

La filosofia culinaria di San Gregorio è profondamente radicata nel territorio e nel rispetto della materia prima. La cucina, interamente a vista grazie alle pareti di vetro, riflette un approccio di trasparenza e ricerca, in linea con la natura laboratoriale del progetto. Protagonisti assoluti sono i prodotti dell’orto organico, coltivato secondo pratiche rigenerative volte a mantenere la fertilità del suolo e a valorizzare le varietà autoctone, comprese quelle a rischio di scomparsa. Le aiuole biologiche, punteggiate da alberi ed erbe aromatiche, forniscono allo chef gli ingredienti essenziali per una cucina che rispetta la stagionalità e racconta l’autenticità dei sapori irpini.

L’esperienza complessiva unisce eleganza e coinvolgimento sensoriale in un’atmosfera di raffinata armonia, in cui la natura è sempre protagonista e la cucina d'autore si fa strumento di interpretazione e memoria del territorio.

  • Come potete leggere nella nostra intervista, il consiglio dello Chef è di lasciarsi andare ed essere curiosi, aperti alla scoperta. Il Nido è un invito a giocare con gli abbinamenti e a vivere con tutti i sensi, senza fretta.

L'esperienza raccontata dai protagonisti
"Il Nido è un’esperienza esclusiva che abbiamo immaginato con un’idea ben chiara: mettere il vino al centro."

Antonio Minichiello

Leggi l'intervista
Interview

Ristorante San Gregorio

Ristorante

Tablexperience
Localita Cerza Grossa, Sorbo Serpico (Avellino), Campania
Telefono:
+39 0825 986666

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