Immersa nel parco naturale del monte San Bartolo, su un’altura affacciata sull’Adriatico, Gabicce Monte (“la Capri dell’Adriatico”) è primo affaccio panoramico da Trieste: qui, dove negli anni d’oro la costa si accendeva di dancing e discoteche – dall’Eden Rock alla Baia degli Angeli – Dalla Gioconda ha visto la luce negli anni Cinquanta come dancing pizzeria guidata dalla signora Gioconda.
Dopo una ristrutturazione profonda, il ristorante (stella Michelin per la cucina e la sostenibilità) conserva quella leggerezza d’origine, perfino un juke box come sigillo di memoria, e la rilancia in una dimensione attuale che dialoga con natura, ospitalità e cucina d’autore. L’architettura e il design raccontano il fascino di una casa contemporanea affacciata sul mare: le pietre rosa del Furlo, il legno e l’ottone dialogano con il giallo e l’azzurro degli orizzonti; i tavoli in ceramica dai bordi salati a mano e i cotti naturali di Brioni si intrecciano a graniglie rétro, rosmarini, allori e fiori; un orto di aromatiche entra idealmente in sala, mentre i camini disegnano un’atmosfera calda e domestica.
Il progetto creativo porta la firma di Allegra Tirotti Romanoff, formazione alla Marangoni e un passato da fashion designer, che veste gli spazi con una sensibilità cromatica e materica capace di far convivere contrasti in armonia. A gestire il progetto è il suo compagno, Stefano Bizzarri – laurea in economia alla Bocconi, esperienze in giro per il mondo tra ristoranti e studi di botanica, che imprime concretezza etica all’impresa, dalla sostenibilità alle relazioni con il territorio. In sala e in cucina opera una squadra giovane, sorridente e determinata, con l’intento di far brillare ristorante e riviera in un racconto unitario.
A guidare la cucina è Davide di Fabio, che approda qui dopo sedici anni trascorsi all’Osteria Francescana. La sua cucina persegue una connessione serrata tra passato e presente: non replica, ma decostruisce e rilegge, recuperando la matrice del gusto di piatti di memoria per ricomporli in forme nuove, senza mai abbandonare l’identità italiana. C'è il piacere di "storicizzare un processo creativo di cambiamento, di valori, legati alla nostra cultura e ai nostri giorni per costruire un futuro nuovo senza perdere il patrimonio gastronomico nazionale." - spiega il manifesto del ristorante.
Gli ingredienti, dal pescato alle verdure, provengono "dalle miglia circostanti" e la loro scelta delle materie prime segue criteri di qualità e di basso impatto ambientale, con l’obiettivo dichiarato di costruire negli anni una filiera controllata e affine ai medesimi valori. Il menù muta quotidianamente in base a ciò che porta il mare e a quanto offre l’orto; le verdure e le piante aromatiche, coltivate in casa, sono protagoniste.
Accanto al menu alla carta, l’offerta prevede più percorsi degustazione. “New Releases” (140 €) è dedicato alle novità di cucina, un itinerario per chi è aperto all’innovazione e alla sperimentazione. “HIT PARADE” (110 €) ripercorre l’evoluzione della casa, dai piatti che hanno accompagnato l’insegna sin dall’apertura alle creazioni più recenti, per una narrazione coerente tra memoria e presente. La stessa struttura è declinata in chiave vegetale con “HIT VEGETARIANO” ( 110 €) e “NEW VEGETARIANO” (140 €).
Dalla Gioconda si inserisce in un progetto più ampio con l’albergo diffuso Hidden: un intervento di riqualificazione che ha recuperato ruderi e abitazioni disabitate, trasformandoli – con materiali naturali, recupero energetico e assenza di plastiche monouso – in ambienti che riflettono la natura circostante e legano l’ospite al territorio. È un’estensione coerente del ristorante, un filo di benessere che unisce tavola e ospitalità all’insegna della sostenibilità.
Il progetto racconta così una storia di cucina, di sostenibilità e di pensiero, capace di coniugare un paesaggio d’eccezione con un racconto gastronomico che custodisce la tradizione mentre ne ridefinisce i confini. Un’esperienza che valorizza autenticità e unicità in cui la tavola diventa specchio di un territorio che continua a vibrare, tra memoria di dancing e il futuro della cucina italiana.