In questa esperienza gastronomica la natura non è semplice ispirazione, ma matrice concreta e quotidiana: entra in cucina da protagonista e diventa linguaggio. La raccolta di erbe spontanee, bacche e fiori avviene direttamente nei boschi delle valli alpine circostanti, con uscite regolari tra Val Ferret, Val Veny, il Villair di Morgex e La Salle.
Questa ricerca definisce l’identità del progetto culinario e ne delinea la geografia: il territorio non è sfondo, ma contenuto. Il ristorante ha anche il proprio orto e si focalizza su una selezione attenta delle materie prime, sul lavoro con piccoli produttori locali e su un utilizzo consapevole delle risorse.
La filosofia è chiara: seguire il ritmo delle stagioni e trasformare in cibo ciò che la montagna offre con modernità, ma senza mai forzare la mano. Lo chef raccoglie erbe, fiori e bacche come acetosella, achillea, sambuco, tarassaco, pino mugo e fiori di campo, selezionati con precisione botanica e sensibilità culinaria. La mano di Stefano Alessandro si percepisce nella ritualità delle passeggiate in bosco e nella cura dei trattamenti: ogni elemento è lavorato con cura e delicatezza per preservarne identità e potenza aromatica.
Lo stile di cucina riflette un approccio di essenzialità consapevole: l’uso di tecniche come le infusioni, le essiccazioni leggere e le fermentazioni naturali è uno strumento per incidere sulla materia il meno possibile, stabilizzandone i profumi, amplificandone i dettagli e prolungandone la stagionalità senza tradirne l’origine. Ne nasce un racconto coerente, in cui l’ingrediente guida il gesto e non viceversa, e in cui la texture, la fragranza e la vibrazione aromatica sono calibrate per restituire un racconto del territorio più che una semplice composizione di sapori.
È un’esperienza che guarda alla cucina come a un’eco della natura, in cui l’obiettivo è restituire il territorio attraverso l'interpretazione moderna e raffinata dello chef.