passeggiata Colonna, nel quartiere Chiaia, salotto buono della città. Qui, tra l’eleganza di Piazza Amedeo e l’eco del mare che arriva da via Chiaia, c'è un locale dove il tempo si è fermato: Antica Pizzeria Chiaia. A raccontarcene l’anima è Giovanni Avolio, fondatore, insieme a tre soci, di questo progetto che più che un ristorante è un piccolo universo teatrale dedicato alla pizza, ai ricordi e all’arte dell’accoglienza.
«Lo spirito di Antica Pizzeria Chiaia nasce dal desiderio di celebrare l’arte dell’ospitalità, quella che da sempre distingue noi italiani e ancor di più i napoletani», spiega Giovanni. Ogni dettaglio del locale – dal profumo dell’impasto al sorriso di chi serve – è pensato per ricreare il calore di una casa napoletana degli anni Settanta. Lì dove la semplicità si intreccia con la generosità e dove ogni tavolo diventa un invito a condividere, non solo un pasto, ma un frammento di vita.
«Ogni oggetto ha un’anima e contribuisce a far vivere un viaggio nel tempo, tra nostalgia e calore domestico.»
L’ambientazione non è un vezzo estetico, ma una dichiarazione d’intenti. L’arredo rievoca un’epoca di vitalità e di relazioni sincere: piatti decorati, sedie spaiate, fotografie d’epoca e vecchie radio convivono come in un salotto di famiglia. «È come entrare in casa di una famiglia napoletana», racconta Avolio, «ogni oggetto ha un’anima e contribuisce a far vivere un viaggio nel tempo, tra nostalgia e calore domestico.» Questa attenzione al racconto visivo si riflette anche nel menu, che omaggia la Napoli di un tempo attraverso un curioso dettaglio: in copertina compaiono “gli abbonati al telefono del 1967”, simbolo di una comunità fatta di connessioni e di voci che si chiamavano e si ascoltavano davvero. Il telefono, oggi come allora, diventa metafora del filo invisibile che unisce passato e presente, memoria e contemporaneità.
La copertina del menu nasce come omaggio alla Napoli di ieri, a quella città di relazioni e connessioni umane.. Crediti: Antica Pizzeria Chiaia
Dietro ogni pizza dell’Antica Pizzeria Chiaia si cela un intreccio di tradizione e ricerca. L’impasto rispetta i tempi della lievitazione classica, ma è frutto di uno studio costante su digeribilità e cottura. Le materie prime arrivano da piccoli produttori campani, spesso legati a presìdi Slow Food: ingredienti che portano con sé il sapore e la storia del territorio. «Ogni pizza è un racconto, e ogni ingrediente è un personaggio», dice Avolio, rivelando la cura maniacale che accompagna ogni scelta. Anche la proposta vegana nasce da questo stesso spirito inclusivo: accogliere tutti, senza rinunce di gusto. È una sfida affrontata con curiosità e rispetto, dove impasti e topping vegetali di stagione si trasformano in nuove narrazioni gastronomiche, senza mai perdere il legame con la tradizione partenopea.
L'impatto è quello di una casa napoletana degli anni 70.. Crediti: Antica Pizzeria Chiaia
Il racconto si estende anche al bicchiere. La carta dei vini è un viaggio tra produttori locali e vini naturali, con la possibilità di degustarli sempre anche al calice. Una scelta che invita alla scoperta e all’ascolto, proprio come un dialogo tra amici. Ma il beverage dell’Antica Pizzeria Chiaia non si ferma al vino: tra un calice e un sorriso si ritrovano memorie d’infanzia come il vino con le percoche o l’Idrolitina, ricordi d’estate e di case familiari dove bastava un gesto semplice per evocare felicità. «Ci piace giocare con la memoria», confida Giovanni, «perché la memoria è il vero ingrediente segreto della nostra identità.»
Antica Pizzeria Chiaia non è solo un luogo dove si mangia, ma dove si vive un’esperienza. Lo “story selling” – come lo chiama Avolio – è la firma della casa: un modo per emozionare e raccontare Napoli attraverso oggetti e gesti che risvegliano ricordi. Così il dessert arriva dentro una scatola di biscotti con ago e cotone, memoria delle case delle nonne; oppure nella classica guantiera dei dolci della domenica. «Ogni piatto è un racconto, e noi vogliamo che il cliente lo viva anche con il cuore, non solo con il palato», spiega.
Le scatole dei biscotti e la macchina da cucire sono parte dell'ambiente immersivo della pizzeria.. Crediti: Antica Pizzeria Chiaia
In sala, poi, il teatro diventa realtà. Attori e teatranti accolgono gli ospiti, raccontano piatti e aneddoti, regalano sorrisi senza mai forzare. Non interpretano un ruolo, lo vivono. «Ogni cena è uno spettacolo, ogni tavolo un piccolo palcoscenico dove si celebra la convivialità napoletana.» È questa la cifra stilistica della pizzeria: l’esperienza sensoriale che si trasforma in esperienza umana, fatta di ironia, leggerezza e partecipazione.
Avolio invita chi arriva a “lasciarsi andare”, a entrare con spirito aperto e senza aspettative rigide. Perché qui la pizza è solo l’inizio: ciò che resta nel cuore è l’atmosfera, la complicità che si crea tra i commensali. La clientela è mista: napoletani che ritrovano i sapori di casa, italiani curiosi e stranieri affascinati dal modo tutto partenopeo di vivere la tavola. Le emozioni però sono universali: «Vedere persone di culture diverse ridere, scattare foto, partecipare è la prova che la pizza e l’ospitalità sono linguaggi universali», racconta con orgoglio.
«Ogni cena è uno spettacolo, ogni tavolo un piccolo palcoscenico dove si celebra la convivialità napoletana.»
Ogni serata lascia un ricordo: una coppia commossa davanti a un dolce d’infanzia, un bambino che ride impastando la sua mini pizza, un turista che ringrazia prima di andar via.
E mentre il profumo del forno si mescola alle voci dei camerieri, resta una certezza: Antica Pizzeria Chiaia è un’esperienza che nasce dalla memoria e guarda al futuro, «il racconto di una Napoli autentica, fatta di gesti veri, di teatralità e di accoglienza».
Antica Pizzeria Chiaia
Napoli (Campania)