la Torre di Fondazione Prada, con le sue linee essenziali e il dialogo tra geometrie, bianco e vetro, non solo ospita una straordinaria collezione permanente d'arte contemporanea, ma è un'opera d'arte essa stessa. In questo contesto unico si apre il ristorante Torre, in cui si può gustare la cucina di Chef Lorenzo Lunghi in sale in cui la bellezza è una presenza costante e che celano la riservata ed esclusiva sala dello Chef’s Table.
Fin da subito lo chef chiarisce il valore di questo spazio, che nasce insieme al progetto. «L’idea dello Chef’s Table è nata insieme all’apertura del ristorante», racconta. «Volevamo uno spazio più intimo e diretto tra cucina e ospiti, che permettesse non solo di assaggiare i piatti, ma di osservare da vicino la cura con cui nascono.» Una visione che negli anni si è raffinata, diventando una forma di ospitalità sempre più personalizzata.
Rispetto al servizio tradizionale in sala, qui il dialogo è diretto e costante, e la cucina può esprimere maggiore libertà creativa, trasformando ogni degustazione in un’esperienza unica e partecipata.
Quando descrive come avviene il servizio, lo Chef parla di movimento, di adattamento, di ascolto. «L’esperienza è altamente personalizzata», spiega. «Gli ospiti possono scegliere tra diverse formule, come il menu degustazione, il menu da condividere o un percorso completamente “sartoriale” costruito su misura.» A seconda delle richieste, l’interazione può avvenire sia con il personale di sala, sia direttamente con lo chef.
Il suo coinvolgimento non è episodico: entra in scena quando serve, racconta un piatto, chiarisce una tecnica, accoglie desideri. Rispetto alla sala, spiega, allo Chef’s Table «il dialogo è continuo» e questa continuità permette alla cucina di «esprimere maggiore libertà creativa, trasformando ogni degustazione in un’esperienza unica e partecipata».
Chef Lorenzo Lunghi e i piatti d’artista alle pareti del ristorante: cucina e arte, come sempre, una accanto all'altra. Crediti: Ristorante Torre
C'è poi l'elemento della sorpresa: «Uno degli aspetti che meglio raccontano lo spirito del nostro Chef’s Table è il modo in cui lasciamo parlare la stagionalità degli ingredienti senza anticipare i singoli piatti», sottolinea. «Durante la degustazione, per esempio, gli ospiti scoprono ogni portata solo al momento in cui arriva, vivendo un percorso di sorpresa e scoperta che rende l’esperienza più coinvolgente.»
Ristorante Torre
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Milano (Lombardia)