adagiata in un’ansa dell’Adige, Verona custodisce nei suoi marmi rosati secoli di storia, dall’eco dell’Impero romano alle ombre medievali che si allungano tra ponti e cortili. È una città che parla sottovoce ma con autorevolezza, dove ogni pietra sembra ricordare che la bellezza, qui, non è mai stata un caso, ma una vocazione. In uno dei suoi edifici storici, il bellissimo Palazzo Soave, si trova Iris Ristorante. Con Chef Giacomo Sacchetto ripercorriamo il senso profondo del suo Tavolo Imperiale, un rito contemporaneo che porta in primo piano la relazione tra sala, cucina e ospite. Lo Chef ci spiega: "Il Tavolo Imperiale è un’esperienza totale, che coinvolge tutti i sensi." Non si tratta di assistere a un percorso statico, ma di entrarci, come in un racconto che si anima al ritmo del servizio: "È un viaggio nel cuore di un servizio da Iris, in cui ogni suono, ogni dettaglio e ogni movimento diventano parte integrante del racconto." Non si partecipa semplicemente a un pasto: lo si vive dall’interno, condividendone il battito, le emozioni, l’energia che uniscono chi cucina e chi assaggia.
È un viaggio nel cuore di un servizio da Iris, in cui ogni suono, ogni dettaglio e ogni movimento diventano parte integrante del racconto
L’idea, spiega Chef Sacchetto, nasce dal desiderio di andare oltre la consueta fruizione gastronomica. "Volevamo creare un momento capace di generare un’emozione differente in cui la convivialità fosse l’ingrediente centrale." Nel tempo il progetto non ha mutato identità: si è affinato, è diventato ancora più preciso, ma senza smarrire l’essenza di partenza. La direzione resta la stessa: coltivare un’esperienza che tiene insieme persone, tavola e memoria.
Il servizio svolge, insieme alla cucina, un ruolo essenziale. "Il servizio è parte integrante dell’esperienza e si sviluppa in modo fluido, misurato e profondamente attento all’ospite." Non c’è ricerca dell’effetto, ma di una naturalezza che accompagni senza invadere. "L’accoglienza è un momento chiave: chi arriva da Iris deve sentirsi immediatamente a proprio agio, accolto in un ambiente raffinato e confortevole." Anche il menu risponde a questa logica di ascolto e precisione. Il percorso, infatti, "è sartoriale, pensato e costruito insieme all’ospite." Dall’ascolto e dal dialogo con la cucina nasce un itinerario che riflette gusti, desideri ed emozioni di chi lo vivrà, un punto d’incontro tra tecnica e intimità. Una volta definita la rotta, entra in scena la cantina in veste di alleata scenografica e sensoriale: "Il nostro sommelier costruisce una degustazione vini dedicata, pensata su misura." Gli abbinamenti nascono da una ricerca attenta e creativa, capaci di dialogare con i piatti e valorizzare ogni momento dell’esperienza.
Il Tavolo Imperiale gode di una vista privilegiata sulla cucina, ma è nel rapporto tra piatti, servizio e convivialità che si esprime lo spirito del tavolo.. Crediti: Nicolò Brunelli, Iris Ristorante a Palazzo Soave
Per l’ospite che sceglie il Tavolo Imperiale, "il consiglio è quello di affidarsi completamente alla sala e alla cucina di Iris, lasciandosi guidare lungo il percorso." In questo atto di fiducia, spiega lo Chef, c’è la possibilità di entrare in una geografia personale: "In questo modo l’ospite può rivivere i miei ricordi, le mie emozioni, andando a cogliere l’anima più autentica dell’esperienza."
Nicolò Brunelli, Iris Ristorante a Palazzo Soave
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Verona (Veneto)